logo new new

Parte Guelfa Grande Museo Opera del Duomo di Firenze sarcofago Farnese armeAll’interno del Duomo il popolo di Firenze vedeva storici testimoni della fede in Cristo: i santi raffigurati nelle vetrate, pale d’altare e sculture. Vedeva anche alcuni personaggi della propria storia, tra cui grandi militi che avevano condotto gli eserciti della Repubblica in battaglia: soldati professionali denominati appunto ‘condottieri’. La compresenza delle due categorie dentro la Cattedrale suggeriva un legame tra santità cristiana e virtus civica: tra la comunità ecclesiale e quella cittadina. E dunque in tale contesto la Parte Guelfa era sempre presente.

Parte Guelfa Tabernacolo di Parte Guelfa Refettorio Santa Croce Donatello San Ludovico di Tolosa Angiò smallLa statua di San Ludovico di Tolosa fu commissionata a Donatello dalla Parte Guelfa e fusa tra il 1423 e il 1425. Oggi è conservata nel refettorio del Museo di Santa Croce a Firenze ma l'opera segnò il debutto di Donatello alla fusione del bronzo e venne ordinata dalla Parte Guelfa per il proprio magnifico tabernacolo nella facciata della chiesa di Orsanmichele, quello posto al centro del lato principale lungo via de' Calzaiuoli. 

Parte Guelfa Luca Signorelli Sacra Famiglia di Parte Guelfa Galleria Uffizi smallLa Sacra Famiglia di Parte Guelfa è un dipinto a tempera su tavola di Luca Signorelli, databile al 1490 circa e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. L'opera venne dipinta per il Palagio di Parte Guelfa di Firenze e fu una delle prime prove dell'artista sul tema del tondo contenente una Sacra Famiglia o una Madonna col Bambino. È citata da Giorgio Vasari ne "Le vite de’ piu eccellenti pittori, scultori, et architettori" che nel 1568 si esprime così: "Dipinse ancora un tondo di una Nostra Donna, che è nell’udienza de’ capitani di Parte Guelfa, bellissimo". Già collocata nella Camera della Comunità o Sala delle Udienze, con un'autorizzazione dell'anno 1800 venne consentito il suo trasferimento agli Uffizi, effettivamente eseguito il 27 gennaio 1802. Il magnifico dipinto circolare è stato restaurato nel 2000.

Parte Guelfa Giovanna dArco a cavallo in armatura manoscritto miniato del 1505 coverLa storiografia ha mostrato negli ultimi decenni un forte interesse in merito al ruolo politico femminile tra le fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento, ma ha faticato a considerare la declinazione militare di questa dimensione come qualcosa di organico alla funzione di governo. Tuttavia, come ha scritto Sophie Cassagnes-Brouquet, le parole per designare la donna cavaliere «existent au Moyen Âge, en latin comme dans les langues d’oïl et d’oc, non seulement pour désigner la femme d’un chevalier, mais aussi la cavalière, celle qui combat à cheval, ou encore la dame qui appartient à un ordre de chevalerie» (Cassagnes-Brouquet, p. 9). Il prototipo di fede è coraggio è naturalmente Giovanna d'Arco, la santa guerriera, spinta da voci interiori a impegnarsi per la liberazione della Francia. Distintasi per il valore sul campo di battaglia e per il suo modo intenso di vivere il messaggio cristiano, liberò Orléans, fu catturata, processata per eresia, arsa viva il 30 maggio 1431 e riabilitata per diventare finalmente patrona di Francia.

Parte Guelfa Bronzino ritratto Cosimo I Medici coverPapa Pio V, pontefice domenicano protagonista della Controriforma, gioca un ruolo fondamentale nella storia di Firenze e della Toscana. Questo frate predicatore di origini liguri venne ordinato sacerdote domenicano a Genova, per la sua rigida disciplina venne poi nominato anche rettore di alcuni conventi. Commissario dell’Inquisizione Romana venne nominato prima vescovo e poi papa nel 1566, una scelta frutto dell’accordo tra i cardinali Carlo Borromeo e Alessandro Farnese. Fu lui che concesse il titolo di Granduca di Toscana nel 1569 e il 5 marzo del 1570 Cosimo de' Medici da lui ricevette l'incoronazione solenne a Roma. Il noto ritratto di Cosimo I in armatura da parata, eseguito da Angelo Tori, detto il Bronzino, quando Cosimo I era ancora duca di Firenze.