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Parte Guelfa Luca Signorelli Sacra Famiglia di Parte Guelfa Galleria Uffizi smallLa Sacra Famiglia di Parte Guelfa è un dipinto a tempera su tavola di Luca Signorelli, databile al 1490 circa e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. L'opera venne dipinta per il Palagio di Parte Guelfa di Firenze e fu una delle prime prove dell'artista sul tema del tondo contenente una Sacra Famiglia o una Madonna col Bambino. È citata da Giorgio Vasari ne "Le vite de’ piu eccellenti pittori, scultori, et architettori" che nel 1568 si esprime così: "Dipinse ancora un tondo di una Nostra Donna, che è nell’udienza de’ capitani di Parte Guelfa, bellissimo". Già collocata nella Camera della Comunità o Sala delle Udienze, con un'autorizzazione dell'anno 1800 venne consentito il suo trasferimento agli Uffizi, effettivamente eseguito il 27 gennaio 1802. Il magnifico dipinto circolare è stato restaurato nel 2000.

Parte Guelfa Giovanna dArco a cavallo in armatura manoscritto miniato del 1505 coverLa storiografia ha mostrato negli ultimi decenni un forte interesse in merito al ruolo politico femminile tra le fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento, ma ha faticato a considerare la declinazione militare di questa dimensione come qualcosa di organico alla funzione di governo. Tuttavia, come ha scritto Sophie Cassagnes-Brouquet, le parole per designare la donna cavaliere «existent au Moyen Âge, en latin comme dans les langues d’oïl et d’oc, non seulement pour désigner la femme d’un chevalier, mais aussi la cavalière, celle qui combat à cheval, ou encore la dame qui appartient à un ordre de chevalerie» (Cassagnes-Brouquet, p. 9). Il prototipo di fede è coraggio è naturalmente Giovanna d'Arco, la santa guerriera, spinta da voci interiori a impegnarsi per la liberazione della Francia. Distintasi per il valore sul campo di battaglia e per il suo modo intenso di vivere il messaggio cristiano, liberò Orléans, fu catturata, processata per eresia, arsa viva il 30 maggio 1431 e riabilitata per diventare finalmente patrona di Francia.

Parte Guelfa Bronzino ritratto Cosimo I Medici coverPapa Pio V, pontefice domenicano protagonista della Controriforma, gioca un ruolo fondamentale nella storia di Firenze e della Toscana. Questo frate predicatore di origini liguri venne ordinato sacerdote domenicano a Genova, per la sua rigida disciplina venne poi nominato anche rettore di alcuni conventi. Commissario dell’Inquisizione Romana venne nominato prima vescovo e poi papa nel 1566, una scelta frutto dell’accordo tra i cardinali Carlo Borromeo e Alessandro Farnese. Fu lui che concesse il titolo di Granduca di Toscana nel 1569 e il 5 marzo del 1570 Cosimo de' Medici da lui ricevette l'incoronazione solenne a Roma. Il noto ritratto di Cosimo I in armatura da parata, eseguito da Angelo Tori, detto il Bronzino, quando Cosimo I era ancora duca di Firenze.

Parte Guelfa neoguelfismo bandiera Vincenzo Gioberti

L'impegno nella lotta partigiana da parte dei cattolici ha attirato negli anni l’interesse di storici e memorialisti grazie ai quali si sono documentate molte vicende, come quelle delle divisioni Fiamme Verdi operanti in Emilia e in Lombardia nelle quali, tra gli esponenti di spicco, ricordiamo Giuseppe Dossetti, Teresio Olivelli, Carlo Bianchi, Luigi Ercoli e don Domenico Orlandini, delle brigate Osoppo in Friuli e delle Brigate del Popolo. Inoltre anche dove non vi furono vere e proprie divisioni identificabili da una matrice cattolica, la partecipazione di questi alla Resistenza fu vasta e qualificata come è stato ampiamente documentato.

Parte Guelfa scena di caccia medioevo 1 coverL'autore ripercorre le tecniche venatorie del Medioevo, incentrando l'analisi sul rapporto tra uomo e natura, sulla concezione che si aveva della foresta e sull'uso della stessa da parte dell'uomo di allora. Attraverso il dispiegarsi delle tecniche di caccia dei nobili fino ad approdare alla sponda della caccia dei poveri e di coloro che molto spesso vivevano ai margini della società. Studiare la nobile arte della falconeria osservando il valore simbolico che assumeva agli occhi di chi la praticava.