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Parte Guelfa Leonardo Da VinciCinquecento anni fa, il 2 maggio 1519 si spegneva Leonardo da Vinci ad Amboise, castello ove il 7 ottobre 1461, il re Luigi XI aveva salutato la regina Maria d'Angiò, sua madre, dopo la sua incoronazione a Reims. Quasi a stringere un antico legame guelfo, fu proprio nell'antica piazzaforte angioina nella Valle della Loira che il genio toscano simbolo del Rinascimento italiano trascorse gli ultimi anni della sua vita, ospite del re di Francia Francesco I. E proprio in questo luogo magnifico hanno preso il via i festeggiamenti in grande stile per celebrare il cinquecentesimo anniversario della sua scomparsa.

Parte Guelfa sacra di san michele small"Hai in te Colui che cerchi fuori di te, il nostro progresso non consiste nel presumere di essere arrivati, ma nel tendere continuamente alla meta" diceva Bernardo di Chiaravalle. Il monachesimo è un antico fenomeno che non possiamo relazionare a una fede soltanto, esso è fiorito al fianco di tutte le religioni, per esprimere all’esterno la vera spiritualità interna dell’uomo. Già le religioni misteriche della Grecia precristiana avevano i loro monaci, persone che dedicavano tutto il loro tempo alle preghiere e alla devozione con un carattere salvifico, finalizzato a realizzare una realtà superiore.

Parte Guelfa Savoia Cavalleria Giancarlo Cioffi Reduce Russia cerimonia cavallo scosso smallLa Parte Guelfa abbruna il proprio stendardo e rivolge un commosso pensiero al sergente Giancarlo Cioffi che torna tra i cavalieri con cui ha combattuto e scritto una pagina di storia patria. Se ne è andato col coraggio e con la dignità con cui ha combattuto e vissuto l'architetto Giancarlo Cioffi, classe 1921, reduce di Russia sopravvissuto alla grande e sanguinosa ritirata, veterano del Savoia Cavalleria e ultimo vivente dei protagonisti della Carica di Isbushenskij del 24 Agosto 1942. La notizia della scomparsa dell'ultimo di quegli eroici cavalieri ha colpito profondamente i cavalieri di Parte Guelfa e l'intero mondo equestre. Giancarlo Cioffi ha contribuito a scrivere una pagina epica non solo per la Cavalleria Italiana.

Parte Guelfa Ospizio di OrbatelloChe la Magistratura dei Capitani di Parte Guelfa fosse estremamente potente ed incarnasse a pieno titolo l’idea di indipendenza della Repubblica Fiorentina lo scrive Giorgio Vasari ancora nel 1568 quando, parlando dell’episodio già citato a proposito del Caparra, descrive la Parte Guelfa come “Magistrato in Fiorenza non mediocre” a cui osare rivolgersi con tale sfrontatezza. La Magistratura di Parte Guelfa aveva autorità grandissima, quasi uno Stato dentro lo Stato, con giurisdizione civile e penale; aveva proprie leggi, ordini e sigillo; economicamente era potentissima, grazie alle confische dei beni dei ghibellini ribelli, le cui rendite venivano impiegate in opere per l'accrescimento del prestigio e in difesa della Parte Guelfa.

Parte Guelfa . Corsa Arno 192 2019All’inizio dell’Ottocento, Firenze, capitale del Granducato di Toscana, conosceva un periodo di eccezionale prosperità, concentrando su di sé un coacervo di interessi economici, culturali e politici. Molte fra le più nobili e facoltose famiglie d’Europa, russe, polacche, francesi e britanniche, avendone fortemente subito il particolare fascino, risiedevano stabilmente nella città del giglio. Nel Prato del Quercione, all’interno del Parco delle Cascine, già antica riserva di caccia dei Medici, fin dal 1814 i rampolli delle facoltose e potenti famiglie si dilettavano a gareggiare fra loro, montando personalmente i purosangue di selezione pregiata, che alloggiavano in scuderia insieme ai cavalli comuni, destinati questi ultimi al trasporto delle carrozze. Da una sfida scherzosa si originò l’idea di creare quella che si sarebbe poi rivelata la più antica corsa d’Italia e che nel 1827 fu denominata Premio dell’Arno.

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