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Parte Guelfa Roberto dAngiò Regia CarminaPer comprendere al meglio la storia della Parte Guelfa occorre ben indagare la storia della potenza della dinastia francese degli Angiò. Se il Medioevo è stato, per riprendere un’espressione cara a Giovanni Tabacco, un’epoca di sperimentazioni del potere, tentate con una vivacità e una spregiudicatezza impensabili in altre epoche, la potenza della dinastia angioina ne rappresenta un caso di studio esemplare. Essa nacque da un progetto che poteva essere concepito solo nelle peculiari condizioni politiche, e ideologiche, dell’Europa duecentesca; e forse per questo non ebbe un successo duraturo, ma per più d’un secolo apparve ai contemporanei come una delle grandi potenze del mondo ch’essi conoscevano, nonostante, anzi forse proprio per la sua natura ibrida. Il punto di partenza della dominazione angioina è un principato, come ce n’erano tanti, la contea di Provenza: una terra ricca, attraversata da flussi commerciali importanti, dotata di porti che ne garantivano la proiezione mediterranea, ma che di per sé non offriva risorse tali da consentire alla dinastia un ruolo da protagonista sulla scena europea.

Parte Guelfa re magi 1Dal 1996 a Firenze è stata ripristinata un’antica tradizione della "Cavalcata de’ Magi”, fastosa ricorrenza celebrata con la sfilata del corteo storico per le strade cittadine. Ma quanta leggenda e realtà in questi affascinanti personaggi? Si racconta che nel 1390, un ricco mercante levantino che viveva a Firenze conosciuto come Baldassarre degli Ubriachi, istituì una sfilata di personaggi vestiti di stoffe preziose orientali. Tale celebrazione era anche dedicata a costruire una stretta alleanza fra le tradizioni Orientale e Occidentale. Fu nel 1417 che la parata divenne parte della tradizione fiorentina, tanto che la Signoria della Repubblica decise di istituire e sovvenzionare una confraternita chiamata “Compagnia dei Magi” o Compagnia della Stella”, composta da componenti come Poliziano, Landino, Acciaiuoli e molti altri umanisti che si riunivano nella chiesa di San Marco.

Parte Guelfa albero natale FirenzeL'Arciconfraternita di Parte Guelfa formula a tutti gli auguri di un Santo Natale vero, autentico, che sia un momento di grazia in cui si possa incontrare Dio che viene e bussa alla porta del nostro cuore. L'Altissimo porti la sua pace, la sua gioia, soprattutto il desiderio di fratellanza universale.
La Parte Guelfa è una comunità viva, laboriosa e sincera, che si apre alla missione ambientalista ed alla valorizzazione delle tradizioni. Un albero è vivo se dona frutti e la Parte Guelfa desidera continuare a “fruttificare” e invita ciascuno a fare la propria parte.
Auguriamo a tutti e a ciascuno un bellissimo Natale ed il miglior anno nuovo!

Parte Guelfa stemma legno su telo angioinoCon un rituale antico più di sette secoli tra il 23 ed il 24 Novembre si terranno a Firenze le Solenni Investiture di Parte Guelfa del 2018. Le Consorelle ed i Confratelli dell'Arciconfraternita di Parte Guelfa accoglieranno gli investendi, i nuovi Cavalieri e le nuove Dame di Parte Guelfa, giunti al termine di un magnifico percorso formativo e passati dall'esame di ammissione finale. Il programma prevede la tradizionale Veglia delle Armi presso la chiesa di Orsanmichele nella serata del prossimo Venerdì 23 Novembre che sarà preceduta dalla processione dei Cavalieri di Parte Guelfa con insegne, sigilli e icona di San Ludovico d'Angiò, Patrono della Parte Guelfa, che partirà dalla Chiesa di San Carlo dei Lombardi e raggiungerà Orsanmichele porgendo un saluto alle autorità ecclesiastiche in Piazza del Duomo.

Parte Guelfa Botticini Madonna con Bambino in trono tra san Girolamo san Francesco dAssisi santAntonio da Padova e san Ludovico di Tolosa. smallFrancesco d’Assisi nacque nel luogo che si trova tra i fiumi Topino e Chiascio e che scende dal monte Ausciano e degrada alla costiera del monte Subasio, dal quale, Perugia riceve il calore estivo e il freddo invernale dal lato di Porta Sole; dalla parte opposta del monte ci sono invece Nocera Umbra e Gualdo Tadino, in posizione svantaggiosa. Da questa costiera del monte, dove essa è meno ripida, ad Assisi, nacque un Sole per il mondo intero, Francesco, e come il Sole vero e proprio, sorge talvolta dal fiume Gange, all'equinozio di primavera, quando è più luminoso. Perciò, se qualcuno parla di quella città, non la deve chiamare Ascesi, Assisi, ma Oriente, poiché ha dato i natali al santo. Quindi per Dante, Francesco è l’Oriente, e con esso ha inizio un nuovo ciclo, colui che, nascendo con una “illuminazione” completa, potrà unire tutte le scuole.